SIA LA NOSTRA  UNA SCUOLA CHE…

 

(indirizzi della Dirigente Scolastica ai fini dell‟elaborazione del piano dell‟offerta formativa relativo al triennio 2016/2019 ex lege 107/2015 dell‟Istituto comprensivo di Sant‟Agata Bolognese)

 

SIA LA NOSTRA UNA SCUOLA CHE affondi le sue radici nella Costituzione della Repubblica e tragga dai diritti fondamentali là esposti i principi delle sue azioni.

 

SIA LA NOSTRA UNA SCUOLA  che pone al centro del suo pensare e del suo agire i bambini e le bambine, i ragazzi e le ragazze,  il loro valore ed il successo formativo di tutti e di ciascuno attraverso strumenti di equità e sapendo trasformare l‟accoglienza di tutte e tutti in inclusione.

 

SIA LA NOSTRA UNA SCUOLA CHE riconosca nella professionalità dei docenti la forza insostituibile di tutto il processo formativo. Professionalità dei docenti che mantenga una tensione verso la didattica per competenze, l‟innovazione tecnologica e metodologica .

 

SIA LA NOSTRA UNA SCUOLA che curi l‟allievo e l‟allieva  che apprendono, che promuova una didattica efficace, attenta ai cambiamenti sociali, culturali e scientifici del nostro tempo,che educhi al futuro insegnando agli studenti ed alle studentesse, cittadini e cittadine  del mondo, ad imparare ad imparare.

 

SIA LA NOSTRA  UNA SCUOLA capace di crescere e in cui ciascuno di noi possa sentirsi parte di una comunità professionale ed educante, sviluppando senso di appartenenza ed esplicitando l‟identità della scuola. Sia la nostra una scuola che veda i docenti come agenti di cambiamento, fra loro collaborativi, per poterla trasformare da scuola dei progetti in un progetto di scuola.

 

SIA LA NOSTRA UNA SCUOLA capace di dialogare con le famiglie, capace di ascoltare e credere nell‟interazione con il territorio nell‟interesse comune della formazione  dei futuri cittadini. Per fare ciò la nostra scuola utilizzi gli organi collegiali come strumento d‟incontro e di condivisione delle diverse componenti scolastiche. 

 

SIA LA NOSTRA UNA SCUOLA  in ricerca e studio continuo, chesappia riflettere su se stessa e faccia del miglioramento il suo obiettivo primario: un miglioramento ottenuto attraverso il confronto, il monitoraggio, la ricerca e l‟innovazione. A tale scopo il rapporto di autovalutazione, il piano di miglioramento, la predisposizione del curricolo verticale siano strumenti principali di lavoro comune.

 Alessandra Francucci

 

Il PTOF, secondo il regolamento sull’autonomia didattica e organizzativa integrato e parzialmente modificato dalla L. 107/2015, è il documento fondamentale della scuola, che la identifica dal punto di vista culturale e progettuale e ne esplicita la progettazione curricolare, extracurricolare, educativa e organizzativa; riflette ed interpreta i bisogni formativi del territorio; è coerente con gli obiettivi generali ed educativi dei diversi studi definiti a livello nazionale, tiene conto del contesto sociale e, nello stesso tempo, prevede un’organizzazione della didattica che assicuri il successo formativo di ogni alunno.

In coerenza con quanto affermato dall’art.1 del D.P.R.275/99 e dal decreto legislativo 59/2004 la nostra scuola organizza percorsi personalizzati di insegnamento/apprendimento, aprendosi con equilibrio al territorio per cogliere le opportunità da esso offerte e metterle a disposizione degli allievi. Sarà quindi anche attenta ad ascoltare le richieste degli alunni e dei genitori, aiutandoli a manifestare i loro bisogni.

Nell'elaborare il PTOF la scuola ha tenuto conto del Regolamento sull'autonomia organizzativa e didattica ed ha fatto propri i seguenti criteri suggeriti dalla 194/99.

  • Flessibilità: intesa come l'insieme delle scelte innovative per le attività didattiche, organizzative, curricolari ed extracurricolari.
  • Integrazione: intesa come coerenza progettuale e coordinamento delle diverse iniziative progettate dalla scuola in accordo con Enti pubblici e Associazioni locali.
  • Responsabilità: intesa come assunzione di impegni per il conseguimento degli obiettivi previsti, attraverso una puntuale verifica e valutazione degli esiti.

Dal presente anno scolastico, 2017/18, la progettualità dell’Istituto, pur continuando a mantenere salde le caratteristiche e le priorità indicate nei Criteri sopra elencati e rispondenti ai Princìpi ispiratori di Responsabilità, Integrazione, Flessibilità, Condivisione e Valutazione, terrà particolarmente conto di quanto indicato nei seguenti Decreti Legislativi attuativi della Legge 107/15:

- n° 60/2017 Norme sulla promozione della cultura umanistica, sulla valorizzazione del

patrimonio e delle produzioni culturali e sul sostegno della creatività;

- n° 62/2017 Norme in materia di valutazione e certificazione delle competenze nel primo ciclo ed esami di Stato;

- n° 65/2017 Istituzione del sistema integrato di educazione e di istruzione dalla nascita sino a sei anni;

- n° 66/2017 Norme per la promozione dell’inclusione scolastica degli studenti con disabilità;

e della recente Legge n. 71/2017, Disposizioni a tutela dei minori per la prevenzione e il contrasto del fenomeno del cyberbullismo.

A tal fine, le indicazioni contenute in questi decreti legislativi sono stati oggetto, oltre che di una attenta lettura individuale da parte dei docenti di ogni ordine di scuola, anche di momenti di riflessione, condivisione e autoformazione di Istituto fin dai giorni iniziali del presente anno scolastico, per poter orientare la didattica curricolare, l’attività progettuale e la definizione di scelte metodologiche e strategiche in modo conforme a quanto indicato, ma anche per avere evidenza, e darne riscontro, di quanto già da tempo pianificato e attuato nel P.T.O.F.

 

Nel dettaglio:

D. lgs. 60/2017 – la promozione della cultura umanistica viene perseguita nella didattica curricolare, con particolare accento su discipline quali italiano (la letteratura dalle origini al Novecento) storia ed educazione artistica (storia dell’arte) nella scuola secondaria di primo grado, e si estende anche agli altri ordini, infanzia e primaria attraverso attività progettuale, che prevede laboratori didattici finalizzati alla conoscenza delle radici storiche del territorio, partecipazione a concorsi, realizzazione di materiali che si basano sulle conoscenze delle principali tecniche espressive e sulla loro conseguente messa in atto, al fine di stimolare, incentivare, potenziare, riconoscere le abilità e le competenze creative degli alunni.  A tal fine la scuola ha risposto ad un avviso pubblico del PON con una progettazione che ha come scopo la valorizzazione del patrimonio artistico e culturale del territorio. Le competenze creative vengono stimolate analogamente nelle ore di educazione musicale che sono parte integrante delle diverse programmazioni. Alla secondaria sono consolidate grazie anche ad una cattedra di musica come potenziamento all'organico, che offre la possibilità di organizzare spettacoli e rappresentazioni aperte alla comunità, in occasioni anche di ricorrenze civili, nel corso dei quali gli alunni, per ordine di scuola, possono realizzare performance che sono contemporaneamente sintesi dei loro apprendimenti, ma anche dimostrazione delle individuali competenze. In questi momenti in cui la scuola si apre al confronto con l’esterno, all’interno di un dialogo ininterrotto con le famiglie e la cittadinanza, l’Istituto organizza anche mostre espositive e rappresentazioni teatrali, in cui autori e protagonisti sono sempre gli alunni, che dimostrano così in modo tangibile i livelli di apprendimento raggiunti. Finalità analoghe sono poi ricercate attraverso le nuove tecnologie, il cui utilizzo nella didattica curricolare ed extracurricolare è incrementato grazie a strumentazioni più diffuse e adeguate alle esigenze e a un piano di formazione specifica dei docenti che, nell’ultimo biennio, è stato decisamente orientato in questo senso. Le metodologie che prevedono l’utilizzo di risorse digitali, dunque, mai sostitutive ma complementari alla didattica tradizionale, consentono sia di veicolare le conoscenze, sia di stimolare la creatività degli alunni, nei momenti di didattica proattiva, consolidandone le abilità e facendo emergere specifiche competenze.

D. lgs. n. 62/2017 – l’Istituto monitora continuamente l’andamento disciplinare degli alunni; le famiglie sono quotidianamente informate (grazie al Registro Elettronico) non solo sugli argomenti di lezione e sulle consegne che gli alunni hanno ricevuto ( scuola primaria e secondaria), ma anche sulle valutazioni conseguite in sede di accertamento scritto e orale (solo per la scuola secondaria). I docenti di scuola secondaria hanno un orario fisso all’interno del quale le famiglie possono richiedere un colloquio; ugualmente, attraverso il libretto delle comunicazioni, sia la scuola che la famiglia possono richiedere e concordare altri momenti di incontro e di confronto, quando ve ne sia la necessità.

Nella scuola primaria sono programmati ad inizio anno due momenti per i colloqui con le famiglie; tutti i docenti sono disponibili ad incontrare i genitori previo appuntamento ed al di fuori dell’orario di servizio.

Anche alla scuola dell’infanzia sono previsti momenti dedicati ai colloqui con i genitori; le docenti sono poi disponibili per appuntamenti anche in altri momenti e comunque possono chiedere di confrontarsi con le famiglie quando hanno la necessità di uno scambio rispetto alle strategie educative adottate.

 Al seguito di ogni Consiglio di Classe, che si riunisce con frequenza pressoché mensile, i genitori degli alunni che presentino situazioni particolarmente delicate vengono avvertite tramite comunicazione scritta e invitati a un colloquio con i docenti, per avere maggiori informazioni ma anche per condividere e concertare strategie di recupero, che saranno prioritariamente identificate e attivate dagli insegnanti ma che prevedono anche la collaborazione attiva della famiglia, che dovrà sostenere l’alunno nel percorso di recupero. La mancata ammissione alla classe successiva, che alla scuola Primaria ha carattere di eccezionalità e può essere deliberata solamente all’unanimità e in presenza di evidenze assolute, nella Scuola Secondaria di Primo Grado è ancora vincolata al raggiungimento degli obiettivi minimi disciplinari in tutte le discipline. Come sempre è stato, ma con una attenzione ancora maggiore, la Scuola, nell’autonomia decisionale di ogni singolo Consiglio di Classe, che opera ovviamente nel rispetto della normativa e coerentemente coi criteri fissati dall’Istituto, prima di deliberare la mancata ammissione alla classe successiva o all’esame di Stato conclusivo del I ciclo, mette in atto tutte le strategie a sua disposizione per intervenire in modo positivo e auspicabilmente risolutivo sul processo di apprendimento dell’alunno.

Rimane invariato l’obbligo, perché l’anno scolastico si intenda valido, di frequentare le lezioni per un numero di ore pari o superiore al 75% del totale. L’Istituto, con delibera del Collegio dei Docenti, ha stabilito di poter derogare al suddetto limite, tollerando un ulteriore 5% di monte ore di assenza (portandolo a un totale di 30%) in situazioni di eccezionalità debitamente documentate, che potranno essere:

- gravi e documentati motivi di salute, supportati anche da diagnosi degli specialisti Asl

- gravi e documentati motivi familiari

- terapie e/o cure programmate

L’Istituto, in tutte le sue componenti, ha avviato una riflessione sulla Valutazione, alla luce delle indicazioni fornite dal citato Decreto Legislativo, formando una Commissione di lavoro composta da docenti dei diversi ordini di scuola che ha come finalità la stesura e la revisione di indicatori che, alla pari di quelli già utilizzati negli anni scolastici precedenti, garantiscano la massima trasparenza e oggettività. Il processo valutativo, infatti, non è finalizzato solamente a stabilire voti disciplinari ma, soprattutto, a definire il raggiungimento di specifiche competenze, che guideranno il delicato e importante processo orientativo dell’alunno nel prosieguo del suo percorso scolastico. Tra tali competenze rientra anche quella di Cittadinanza, che si esplicita principalmente nella valutazione del comportamento. I criteri sui quali il giudizio (non più espresso come voto numerico alla scuola secondaria) del comportamento vengono definiti, sono riportati in una sezione del presente P.T.O.F.; i documenti sui quali detti criteri vengono tarati vertono essenzialmente sul Regolamento di disciplina degli studenti, sul Patto Educativo di Corresponsabilità e sullo Statuto degli Studenti e delle Studentesse.

Verranno pertanto valutati con un giudizio sintetico e non con un voto numerico:

- il Comportamento, con stretto riferimento allo sviluppo delle competenze di Cittadinanza dell’alunno;

- l’insegnamento della religione cattolica, riportato su nota distinta;

- l’insegnamento della materia alternativa alla religione cattolica, riportato su nota distinta.

La valutazione, infine, è anche oggettivata in alcune classi dell’Istituto (classi seconde e quinte della Primaria, classi terze della Secondaria) dalle rilevazioni nazionali sugli apprendimenti. A tal fine, gli alunni si esercitano nel corso dell’anno scolastico a sostenere prove che presentino caratteristiche analoghe a quelle Invalsi ma, soprattutto, oltre a essere preparati nelle conoscenze disciplinari, sono orientati al problem solving, al pensiero critico, alle conoscenze trasversali, per affrontare tali prove con strumenti appropriati. Per monitorare gli esiti delle prove nazionali degli anni precedenti e seguire le nuove indicazioni su come si svolgeranno dette prove a partire dall’A.S. 2017/18 (con l’introduzione della prova di Inglese, l’informatizzazione della prova per la scuola Secondaria e le tempistiche di somministrazione, che per la classe terza non la vedranno più come prova d’esame, ma come requisito necessario per l’ammissione), l’Istituto ha incaricato due docenti, uno per la scuola Primaria e uno per la scuola Secondaria.

 

D. lgs. n. 65/2017 – Da un anno nel nostro istituto due sezioni della scuola dell’infanzia ospitanti i bambini di 3 anni, convivono nel plesso Vita Nuova insieme con il servizio educativo di asilo nido del comune di Sant’Agata Bolognese, mentre le tre classi prime della scuola primaria sono ubicate nel plesso Pizzi insieme a 5 sezioni di scuola dell’infanzia. Questa organizzazione, seppur adottata per motivi diversi, si inserisce nell’ottica del decreto legislativo n. 65/2017, consentendo un continuo interscambio tra i diversi servizi/scuole, promuovendo una continuità diffusa con momenti di incontro durante tutto l’anno scolastico, al fine anche di una positiva contaminazione delle diverse prassi educative e didattiche, perseguendo tutti, pur con le diverse caratteristiche ed in autonomia, le stesse finalità previste dall’art. 1.

In quest’ottica la scuola dell’infanzia assumeuna funzione strategica nel Sistema integrato di educazione e di istruzione operando in continuità con i servizi educativi per l'infanzia e con il primo ciclo di istruzione.  

Il comune mette poi a disposizione sia della scuola dell’infanzia che della scuola primaria la pedagogista comunale per uno sportello di consulenza a docenti e genitori ed organizzare momenti di formazione comune. Lo scorso anno le docenti delle classi prime della scuola primaria hanno partecipato ad una parte della formazione organizzata per le docenti della scuola dell’infanzia e finanziata in larga parte, con i fondi per i progetti di qualificazione delle scuole dell’infanzia della città metropolitana e che rientrano nel progetto 3-5 anni del nostro istituto.

 

D. lgs. n. 66/2017 - Il concetto di “ inclusione “ si applica a tutti gli alunni come garanzia diffusa e stabile di poter partecipare alla vita scolastica e di sviluppare al massimo livello le proprie potenzialità.

Per poter raggiungere tali obiettivi l’Istituto predispone un Piano Annuale per l’Inclusione, dove sono definite finalità, modalità operative e singole azioni che la scuola attiva per l’identificazione degli alunni con bisogni educativi speciali e l’attuazione di strategie volte alla didattica inclusiva, indicando quali siano i punti di forza e criticità rilevati. A tal fine, è stata predisposta un’ Area di funzione strumentale, composta da due docenti che coordinano le azioni dei colleghi di disciplina, dei colleghi di sostegno, del personale ATA, in collegamento costante con le altre figure che operano nella scuola o per la scuola (educatori comunali, esperti esterni, specialisti socio-sanitari – neuropsichiatri, logopedisti)   per facilitare i percorsi di inserimento e di apprendimento degli alunni con disabilità, disturbi di apprendimento, bisogni educativi speciali e di un docente che coordina tutte le attività di alfabetizzazione. Per ogni alunno con disabilità vengono redatti un Profilo Dinamico Funzionale e un percorso educativo individualizzato, nel quale vengono fissati gli obiettivi educativi e didattici da perseguire. Il monitoraggio dei progressi evidenziati dagli alunni avviene, oltre che all’interno dei singoli Consigli di Classe, Interclasse e Intersezione, nel corso di due Gruppi Operativi calendarizzati a inizio e fine anno scolastico, ai quali partecipano gli operatori dell’Asl, il docente coordinatore di classe/sezione, il docente di sostegno e/o l’educatore, i genitori dell’alunno, oltre al dirigente scolastico e la funzione strumentale preposta. Per gli alunni con Disturbo Specifico di Apprendimento, così come per quelli considerati Bisogni Educativi Speciali, vengono predisposti Piani Didattici Personalizzati, all’interno dei quali sono evidenziati gli obiettivi disciplinari dei quali è previsto il raggiungimento e quali strumenti dispensativi e compensativi risultino facilitatori del percorso di apprendimento.

L’Istituto, poi, attiva una serie di progetti mirati all’inclusione: da anni, ai bambini di 5 anni della scuola dell’infanzia, su proposta delle logopediste dell’ASL, vengono somministrate prove allo scopo di controllare la presenza o meno dei pre-requisiti all’apprendimento della letto-scrittura con la successiva organizzazione di attività di recupero e sostegno oppure l’invio, nei casi più gravi al servizio di neuropsichiatria infantile dell’ASL.

Nella prime tre classi della scuola primaria, viene effettuato lo screening pro-DSA, che ha l’obiettivo di individuare e quindi intervenire precocemente sugli alunni che evidenzino sospetti disturbi di apprendimento; dopo una serie di prove somministrate agli alunni, secondo il protocollo regionale, in accordo con le logopediste dell’Ausl, vengono avviati dei laboratori di sostegno con idonei interventi abilitativi. 

Sia alla scuola primaria che secondaria, si svolgono progetti extracurricolari (quindi con un ampliamento dell’offerta formativa che è sia qualitativo, sia quantitativo) che intervengono su gruppi di alunni, identificati dai singoli Consigli di Classe e Interclasse, che necessitino di attività di recupero disciplinare o consolidamento del metodo di studio; la didattica curricolare mira ad essere il più possibile inclusiva, limitando al minimo indispensabile l’uscita dalla classe degli alunni con difficoltà di apprendimento, privilegiando l’affiancamento del docente di sostegno e/o dell’educatore, quando presente, che aiuti l’alunno nella semplificazione dei percorsi di apprendimento e nell’utilizzo degli strumenti facilitatori. Quando possibile, si costituiscono, all’interno della classe o, compatibilmente alla disponibilità di spazi, anche al di fuori di essa, dei gruppi di lavoro dove si possano sperimentare anche strategie di peer education, per sfruttare le già consolidate abilità di alcuni alunni, incentivando forme di apprendimento cooperativo e, di fatto, pienamente inclusivo. Tutti i libri di testo adottati dai docenti dell’Istituto sono corredati da cd multimediali e/o versioni digitali del libro, con versioni facilitate del libro stesso e file di sintesi vocale, il cui utilizzo è incentivato dai docenti nei confronti degli alunni che maggiormente potrebbero beneficiarne. In sede di accertamento, gli insegnanti predispongono verifiche scritte differenziate, in ottemperanza di quanto previsto nei vari Piani Didattici Personalizzati, privilegiando l’esposizione orale nei casi in cui la prova scritta prefiguri un tasso di difficoltà troppo elevato.

Infine, la formazione individuale dei docenti continua a essere prioritariamente orientata alla didattica inclusiva, anche attraverso la conoscenza e l’utilizzo sempre più diffuso delle nuove tecnologie. L’Istituto, chiamato dunque a interrogarsi sulla qualità del proprio Piano di Inclusione, attraverso una rubrica che ne valuti la proposta progettuale e l’attività curricolare, sottolinea che, come suo obiettivo principale, non sia chiedere all’alunno di rispondere alle richieste della scuola, ma far sì che la scuola riesca a mettere l’alunno nelle migliori condizioni di poter esprimere le proprie capacità, capovolgendo i ruoli e rendendo l'alunno stesso protagonista e costruttore dei suoi apprendimenti, secondo la logica di una didattica non più trasmissiva, ma funzionale ai bisogni di tutti e di ciascuno.

Legge n. 71/2017- L’Istituto è impegnato a sostenere e organizzare progetti di formazione per i docenti allo scopo di svolgere all’interno dell’istituto attività a sostegno delle competenze sociali dei bambini/ragazzi. In quest’ottica si inserisce anche l’educazione all’utilizzo appropriato e rispettoso delle reti informatiche e delle nuove tecnologie promuovendo il rispetto reciproco, sostenendo le vittime ma anche gli eventuali responsabili. L'utilizzo del BYOD (Bring Your Own Device) a scopi didattici è stato regolamentato da quest'anno, proprio per tutelare gli alunni ed evitarne l'uso scorretto.

Tutta l'attività educativo-didattica è orientata alla prevenzione del bullismo e del cyberbullismo, anche attraverso un protocollo per l'individuazione di comportamenti critici e la gestione dei conflitti. All'interno delle classi/sezioni l'attenzione è rivolta anche e soprattutto a coloro che mostrano fragilità e possono diventare vittime di soprusi. Per promuovere il ben-essere e prevenire condotte devianti, i docenti cercano di consolidare l'autostima, con strategie condivise con le famiglie e, se il caso, anche con altre istituzioni quali Servizi Sociali, ASP Seneca, AUSL.

A questo scopo è stata individuato un referente d'istituto, che a seguito di una adeguata formazione, assuma il compito di coordinare e di proporre iniziative di prevenzione e di  contrasto  del  cyberbullismo, anche in rete con altri istituti e con la possibilità di  collaborare con enti  locali,  servizi  territoriali,  organi  di polizia, associazioni ed enti.

Coerentemente con quanto scritto e a sua integrazione, si sottolinea come tutta l’attività didattica ed educativa e la progettualità curricolare ed extracurricolare dell’Istituto, assicurino l’attuazione dei princìpi di pari opportunità, promuovendo in tutte le classi ed ordini l’educazione alla parità tra i sessi, la prevenzione della violenza di genere e di tutte le discriminazioni, che la scuola considera come  suoi principali obiettivi educativi. L’attività curricolare dei singoli docenti è orientata a evidenziare, con i contenuti e le metodologie considerate più consone, tali princìpi, dandone riscontro  nelle  proprie programmazioni e comunque orientando la propria docenza, oltre che alla trasmissione delle conoscenze disciplinari, alla diffusione di buone pratiche educative. L’ampliamento dell’offerta formativa considera analogamente il raggiungimento degli stessi obiettivi educativi; tutta la progettualità extracurricolare garantisce il rispetto delle pari opportunità e previene qualsiasi tipo di discriminazione. In tal senso, le azioni più specificatamente rivolte al perseguimento di tali obiettivi rientrano nel progetto di istituto di “Educazione alla salute”, tra le quali vanno annoverati i già positivamente sperimentati incontri con il maresciallo della caserma dei Carabinieri di Sant’Agata e con agenti della polizia postale, per sensibilizzare e informare gli alunni sulle problematiche relative al bullismo, cyberbullismo e, più in generale, sull’educazione alla legalità e al rispetto.

PRINCIPI ISPIRATORI

Il PTOF (Piano triennale dell’Offerta Formativa) è lo strumento attraverso cui la scuola definisce, organizza e presenta le proprie attività. Costituisce la “carta di identità” della scuola stessa e contiene i suoi principi ispiratori, sui cui si basano necessariamente i criteri di qualità:

PRINCIPIO DI RESPONSABILITÀ: la capacità di formare una specifica identità. Si basa sugli obiettivi e i progetti attivati per raggiungerli: tutti, operatori interni, bambini, ragazzi e genitori, sono chiamati a rispondere e a confrontarsi costantemente con essi.

PRINCIPIO DI INTEGRAZIONE: la responsabilità dell’inserimento sociale di ogni singolo bambino o ragazzo, in quanto la scuola è inserita in una società e in una rete formativa più complessa con cui deve confrontarsi quotidianamente.

PRINCIPIO DI FLESSIBILITÀ (o attenzione alla domanda e ai bisogni formativi): l’adeguamento dell’offerta formativa in rapporto alle esigenze e alle potenzialità individuali dei bambini e ragazzi, nel rispetto di obiettivi condivisi e omogenei.

PRINCIPIO DI CONDIVISIONE: il concorso di tutte le componenti della scuola alla elaborazione, realizzazione e valutazione del PTOF.

PRINCIPIO DI VALUTAZIONE: la predisposizione di strumenti volti a monitorare i bisogni e intervenire positivamente sulle varie problematicità.

 


Questo sito o gli strumenti terzi da questo utilizzati si avvalgono di cookie necessari al funzionamento ed utili alle finalità illustrate nella cookie policy. Se vuoi saperne di più consulta l’informativa estesa sui cookie. Proseguendo la navigazione, acconsenti all’uso dei cookie.